Indice Categoria ‘ Poesia ’

sabato, marzo 13th, 2010

C’etait un soir favorisé des vents berceurs D’août religeux où chante la cigale; C’etait un soir antique où l’âme de Dieu croule, Roule dans les frissons des feuillages bleuis.   A. Arataud – Premiers poêmes (1913-1923)   Era una sera favorita dai venti cullanti Di un religioso agosto in cui canta la cicala; Era un sera antica in cui l’anima di Dio crolla, Ruota nei

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Terzo movimento – Glossa crudele

 
mercoledì, marzo 10th, 2010

Is your secret safe tonight?

Fonte Articolo:
Resistance

 
sabato, marzo 6th, 2010

Luce senza fuoco anima senza corpo profumo senza fiore Sorriso senza amore Fiato senza polmoni carezze senza emozioni Ferite senza dolori Lacrime senza sale Fatica senza sudore Buio senza battito di denti Schiaffi senza mani Paura senza mostri Siamo nostri viaggiamo nei mondi privi di lacci ci arrendiamo al fumo nell’immenso non avvertiamo le distanze.

Fonte Articolo:
La mia canzone

 
venerdì, marzo 5th, 2010

Archiviato in:il dono della musica

Guarda Originale:
Innuendo – Queen – 1991

 

 Uakti & Philip Glass – Japura River Uakti è un gruppo formato da tre musicisti brasiliani (Marco Antônio Guimarães – leader e fondatore -,  Artur Andrés Ribeiro, Paulo Sérgio Santos) famosi oltre che per la loro musica, per la peculiarità di costruire da sé gli stumenti musicali che adoperano, al fine di restituire ai loro pezzi il

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Uakti e la leggenda dell’uomo della musica

 
giovedì, marzo 4th, 2010

Ideato e scritto da una scricciola di 11 anni Gli ANIMALI

 
giovedì, marzo 4th, 2010

Non è più tempo, non siamo noi nel tempo, perchè Noi non esistiamo, non ci siamo mai stati né mai ci saremo, quando di noi resterà solo un pronome che senza i nostri occhi, la nostra pelle, le nostre ossa, troverà spazio davanti alla definizione temporale di un’azione noi – Noi – non saremo che la coniugazione di un inganno reale, un

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Fuorilegge

 
mercoledì, marzo 3rd, 2010

Qui non arriva neve a piovere sul mare l’acqua affoga le radici, il sale insaporisce la salivazione. In un sorso mezzo vuoto sciolgo i sensi alla ragione: non scorre più il sangue, anch’esso s’aggruma al sole.

Articolo completo fonte:
Dialoghi con nessuno – Scirocco

 
martedì, marzo 2nd, 2010

Al vento do i pensieri chiusi in una mente soffocata dalle nebbie Al sole do tempo per potere bruciare ogni singola paura Alla pioggia do le mie tristezze perchè possano annegare e riversarsi lontano Al silenzio do i miei dubbi così che senza rumore diano sicurezza alle mie scelte Al buio do i miei ricordi Fino a diventare i sogni che colorano le mie notti Alla luna do i miei amori per divenire nel cielo le mie stelle polari Alla neve do i miei rimorsi in modo che il primo sole li sciolga Alla vita do i miei rimpianti perché da loro qualcuno impari a non arrendersi A me do me perchè ,alla fine,possa imparare a sapere chi sono

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Do, voce del verbo donare

 

Sonetto della neve (uscito su “Rivista di Roma”, 25. III, 1905 con il titolo La neve, poi confluito in Le aureole , del 1905), è costruito su opposizioni che lungo i versi si redimono dissolvendosi, implicandosi e incorporandosi: l’orto è “triste” e “nudo”, il cielo è “morto”, la neve è “bianchissima e leggera”. Dapprima “maternamente” consolatoria, a conclusione del testo essa diviene oppressiva alla maniera del baudelairiano “vessillo nero”

Fonte:
Elisabetta Brizio, “L’’hortus sepultus’ di Sergio Corazzini”

 
martedì, marzo 2nd, 2010

 *** . Sull’orlo delle ciglia in oblìo riproducimi il verso delle stelle quando si vanno a scagliare tra le ipotesi passate di un presente privo di memorie. Raccogli le mie penne e gettale al fiume ché non c’è seme di conoscenza che non germini nel dolore

Articolo completo fonte:
Al calar della sera

 
venerdì, febbraio 26th, 2010

Potrò  mai più con pura passione operare, se so che la nostra storia è finita?

Link articolo originale:
Dialoghi con nessuno (prima parte)

 
martedì, febbraio 23rd, 2010

Amica mia, “la scrittura è un atto sacro” - mi scrivesti un gesto puro e complicato, un evento, un avvento nelle epifanie del dormiveglia – aggiungo. Amica mia, cerchiamo insieme le origini della luce nelle pieghe delle nostre ombre abbiamo una naturale inclinazione alla curva, all’apertura alare  e la stessa rigidità nelle piume conosco la sensazione che muove il respiro all’ossigeno che pompa

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A Fernanda

 
domenica, febbraio 21st, 2010

Rimbambito vecchio il silenzio delle tue orecchie sorde ti ha piombato in un mondo di candida ovatta. Rincitrullita carta da pecora con la tua faccia scartavetro il mio cuore arrugginito. Sciocco fanciullo senza lacci con sguardo senza freni guardi il mondo con occhi sempre nuovi

Fonte:
Poesia folle- Io

 
domenica, febbraio 21st, 2010

    Un giorno Vivaldi ricevette dal Conte Venceslao di Marzin l’incarico di comporre un’opera in suo onore e, non sapendo bene da dove cominciare, – probabilmente il Conte di per sé non era gran fonte d’ispirazione – prese a girovagare per la campagna Mantovana, annotando su un taccuino le sensazioni che la natura gli suggeriva. Da

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Un giorno Vivaldi …