Ho il privilegio di pubblicare in anteprima , grazie alla cortesia di Gordiano Lupi, un testo di uno dei massimi autori cubani, che della coraggiosa, contrastata ma vitale ed insopprimibile libertà delle scelte esistenziali ed intellettuali ha fatto l’aspetto essenziale della sua versatile personalità di poeta diviso fra lirismo modernista ed aspra satira, romanziere immaginoso e vivido e geniale drammaturgo , precursore del teatro dell’assurdo così come dell’ inquietudine propria della scena esistenzialista (non casuale l’interesse che per lui nutrì Sartre). Il testo che presentiano , che ha tutta la potente e vivida intensità di colori, suoni e profumi di quell’ internazionale , persistente e mitizzata provincia del mondo globalizzato , desta, nella mente di c hi non è esperto di cose cubane, analogie forse avventate con le paradossali, estrose ma in fondo sapienemente amare peregrinazioni del Satyricon di Petronio come con il romanzo picaresco spagnolo, con Villon come con i maledetti francesi (e in particolare un Corbière ). Ma emerge nitida e potente, su tutto, e in tutta la sua anti-ideologica ed impolitica problematicità , la drammatica individualità dell’essere umano, abbandonato alle strade del tempo e della vita senza una direzione prestabilita , senza catene e vincoli cogenti ma ad ogni passo esposto, proprio per questo, allo smarrimento, al dolore, agli imponderabili meandri del destino o del caso.
Per approfondire consulta la fonte:
Gordiano Lupi, "La poesia di Virgilio Piñera"